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Santeria Paladini 8
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Santeria Paladini 8
Sold Out
29 maggio H:20.00

«Anni fa, sulle rive del lago Bajkal, in Siberia, una donna mi lesse la mano. E un paio di anni dopo un bramino della città sacra di Vrindavan, in India, guardò nel mio futuro. Entrambi mi raccontarono delle stesse gioie che mi avrebbe riservato la vita. E della morte. Prematura e violenta. Che dovrebbe cogliermi tra poco.
Alcune tra le cose predette si sono avverate. Altre non saprei. Le parole si sono perse nel tempo insieme alle cose a cui non do importanza.

Ma con l’avvicinarsi di quell’appuntamento mi sono ritrovato a concentrarmi su un errore della divinazione. La donna con la quale ho avuto un bambino sarebbe dovuta essere una conoscenza d’infanzia. Impossibile, perché Francesca viveva dall’altra parte d’Italia e ci siamo conosciuti a Parigi appena qualche anno fa.

Alla fine di questo viaggio, sono tornato nuovamente nell’antica città di Vrindavan, in India. Per cercare quel bramino e chiedergli se l’unico modo per vivere una vita degna non sia accettarne la fine.»

Santeria Paladini 8
Sold Out
30 maggio H:19.00

Il giornalismo – tanto di carta quanto online – è da anni agitato da una ansia inarrestabile: arrivare per primi, essere sempre sul pezzo, non perdersi mai niente, fare di tutto una breaking news, urlare qualsiasi notizia. Quantità, quantità, quantità.

Le conseguenze? Devastanti sia all’interno del mondo giornalistico sia fuori, per tutti noi. Dal crollo della fiducia e delle vendite, al fallimento dei business model basati su quantità e pubblicità. E in un mondo in cui il giornalismo muore, anche la democrazia non si sente tanto bene…
Come ne usciamo? Siamo fregati? È tutto finito? Non ancora.

A dimostrare il contrario ci pensano Liliana Di Donato di Donna Moderna, Alberto Puliafito, direttore di Slow News e i membri del Comitato 3e32 de L’Aquila che presentano i libri Slow Journalism (Fandango Libri) e Nati alle 3e32 (Round Robin Editrice).

Santeria Social Club
Sold Out
2 giugno H:19.30

Dalle note di copertina di Censura Subito!!!:
Abbiamo bisogno della censura. Abbiamo bisogno di censurare le radio e i giornali, di censurare i libri, l’industria cinematografica, la musica, le arti. La tanto osannata «libertà creativa» ha dato vita a un ambiente tossico, che cova violenza inespressa e ci consegna alla depressione, al suicidio, allo sterminio.

È da queste paradossali premesse che Svenonius si lancia in un tour de force che, in maniera al tempo stesso provocatoria e dotta, analizza mostri e i feticci della cultura di massa, si tratti di Ikea, di Apple, dei processi di gentrification o della musica indie. E alla fine non ci resta che un’opzione soltanto: BANNARE, BRUCIARE, ABOLIRE FINO ALLA RIEDUCAZIONE.

Ian Svenonius, icona della controcultura, colonna dell’underground di Washington D.C., marxista eretico e musicista statunitense (Nation of Ulysses, The Make-Up, Weird War…) è anche autore di libri di culto come The Psychic Soviet e Supernatural Strategies for Making a Rock’n’Roll Group.